Camprini racconta il suo “milione di Km”

Le due ruote come stile di vita, come passione di un viaggio che attraversa paesi, nazioni e continenti. È un po’ questa la proposta di Loris Camprini che nel suo libro, “Un milione di chilometri in moto”, presenta questa sua passione come il sogno di una vita. Un viaggio lungo, intenso fatto di percorsi affascinanti ed allo stesso tempo ricchi di emozioni. Loris ha percorso Km e Km in moto e gli stessi ha voluto regalare al pubblico attraverso le pagine di un libro. Un volume dove si alternano immagini e pensieri, come un diario, racconta i percorsi ed i frammenti di questa avventura: ogni viaggio è unico nel suo genere. È questo che la sala vendita dell’Officina Profumo di Santa Maria Novella ha ospitato nei giorni scorsi. Il tutto grazie, anche, al contributo del Round Table Firenze ed alla presentazione di Gabriele Piscitelli e Andrea Vincelle. Nella cornice dell’antica spezieria fiorentina si è parlato proprio di moto: auto e moto la passione, da buon romagnolo, di Loris. Grazie a questo comune interesse è nata l’amicizia con l’ing. Alphandery direttore della nota spezieria. A Loris va il ruolo di aver scritto un libro che celebra i motori e le due ruote ma anche Alphandery ha regalato al suo pubblico la propria passione in versione profumo. Ad affiancare la serata, infatti, l’omaggio della Santa Maria Novella: il profumo “Nostalgia”. Una creazione nata dall’inventiva di Alphandery che ha raccolto in questa profumazione il ricordo di odori come benzina, cuoio e gomma. Una scelta particolare ed accurata che vuol essere un omaggio agli amanti dei motori, specie quelli d’epoca. E proprio in questo contesto che “ Un milione di chilometri” è stato presentato ad un pubblico attento ed interessato. Un libro che non solo parla di viaggi ma che raccoglie davvero lo spaccato di una vita. Tra queste pagine si cela il ricordo di Francesca, la figlia che Loris ha perso in giovane età a causa della Fibrosi Cistica. Una malattia alla quale lo stesso Loris si è dedicato personalmente cercando di reperire fondi da destinare alla ricerca e prevenzione. Un atto di umanità che affianca la sua passione all’amore per la figlia ed alla volontà di pensare a chi, come lei, soffre del solito male.Un viaggio dove l’esperienze interpersonali sono la base delle rotte di Loris: gli incontri, le conoscenze, le avventure sono l’essenza di ogni spostamento. “L’unico dispiacere della vita- ha concluso l’autore- quello di non aver mai corso in macchina ma chissà, la strada è ancora lunga”.

Antonio Degl’Innocenti

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